Il dolore pelvico cronico: trattiamo gli aspetti psicologici del dolore

Dal gennaio 2013, presso il Centro della Pelvi Malaguti Lamarche vi è la possibilità di effettuare psicoterapia con il Dr. Riccardo Pignatti, neuropsicologo e psicoterapeuta, Dottore di Ricerca in psicobiologia e perfezionato in psicopatologia forense. Il suo percorso formativo e professionale lo ha portato a specializzarsi nell’ambito del trattamento individuale di adulti e anziani e del rapporto tra mente e corpo.
Ha lavorato altresì come neuropsicologo in Svizzera (Neurocentro dell’Ospedale Civico di Lugano) e in diversi istituti ospedalieri e di ricerca in Italia, tra i quali la Fondazione Don Gnocchi di Milano e l’Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo (VB).

È docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ipnotica AMISI a Milano.

Presso il Centro della Pelvi Malaguti e Lamarche, Il dott. Pignatti si occupa in particolare di trattare aspetti psicologici relativi al dolore pelvico cronico e perineale e di tutti gli aspetti ad esso correlati, quali disturbi sessuali nell’uomo e nella donna, Disfunzione erettileDispareunia, Anorgasmia, Eiaculazione precoce, Persistent Genital Arousal Disoder, calo del desiderio, ecc., ansia, depressione, stress, somatizzazioni, disturbi da ruminazione del pensiero, ipocondria, fibromialgia e riduzione della qualità della vita. 

La psicoterapia consiste nell’aiuto a risolvere e trattare sintomi che possono essere causa e/o conseguenza di un disturbo organico, o problematiche di vita relazionali, lavorative o esistenziali. La psicoterapia ipnoticaprevede anche l’uso di tecniche di ascolto e di interazione mente-corpo che permettono al soggetto di conoscersi meglio e anche di modificare efficacemente le proprie risposte somatiche. Il soggetto che intraprende una psicoterapia, col passare del tempo, impara da solo a liberarsi dalle situazioni che impediscono o rallentano una guarigione. La terapia ipnotica, al centro Malaguti Lamarche, si inserisce nel trattamento globale delle cause responsabili delle disfunzioni e del dolore organico, delle problematiche sessuali e delle sofferenze relazionali.

Nel metodo ericksoniano, la relazione con il paziente è al primo posto e sopravanza la necessità di instaurare una trance. Da Milton Erickson in poi, l’ipnosi diventa uno strumento di scambio comunicativo e non più un metodo per imporre la volontà dell’ipnotista sull’ipnotizzato. L’ipnosi è così il modo migliore per darsi la possibilità di andare alla scoperta di nuove vie comportamentali, dove il protagonista e il creatore del proprio destino è il “paziente” stesso. L’uso della metafora, dell’aneddoto, della battuta, sono strumenti potenti anche all’interno di un discorso tra due persone in uno stato “usuale” di coscienza: il cosiddetto metodo “indiretto” non è meno efficace né meno importante di quello “diretto”, nel quale viene invece formalizzato il periodo di distacco dalla realtà (la persona è sdraiata, chiude gli occhi etc).

L’ipnosi ericksoniana è innanzitutto un viaggio verso l’aumento della fiducia in sé stessi, che favorirà la fuoriuscita creativa di idee e di intuizioni. Difatti, senza autoipnosi non è possibile l’ipnosi.

Accanto alla comunicazione ericksoniana, sono utilizzate anche altre tecniche terapeutiche basate sull’ascolto, sull’attenzione, sulla comunicazione e sulla relazione. 

Per ulteriori informazioni, riccardopignatti.it

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