I problemi posturali causati dallo smart working

L’autoisolamento forzato a cui siamo stati sottoposti nei mesi scorsi e il massiccio ricorso allo smart working sono stati ben accetti dalla maggior parte degli italiani.

Preoccupati in primo luogo di evitare il contagio da Covid19 si sono dimostrati ben felici di poter continuare a lavorare, evitando i viaggi su mezzi pubblici affollati e in uffici open-space.

Se da una parte sono molti gli aspetti positivi del lavorare da casa, dall’altra non sono mancati i problemi.

Primi fra tutti i dolori legati a posture sbagliate emerse sempre con maggior frequenza a causa delle ore trascorse davanti al computer, senza i necessari accorgimenti che siamo soliti avere negli ambienti di lavoro.

A partire da sedie ergonomiche con scrivanie e postazioni studiate ad hoc per ridurre al minimo gli effetti su muscolatura e sistema scheletrico.

In quanti si sono ritrovati a causa della quarantena a lavorare sul tavolo della cucina o della sala seduti su sedie di legno, magari senza schienale?

Inoltre, il solo stare seduti a lungo, ancor di più su sedie non adatte, può provocare i sintomi del dolore pelvico e perineale o peggiorare quelli legati alla neuropatia del pudendo.

Risolvere i problemi posturali con l’osteopatia

Al Centro della Pelvi sappiamo bene che le problematiche posturali, se trascurate, possono far insorgere svariati sintomi dolorosi che si ripercuotono su tutto il sistema muscolo scheletrico e miofasciale. In questi casi l’intervento dell’osteopata può rivelarsi risolutivo.

Molte ricerche internazionali, fra cui una della Organizzazione Mondiale della Sanità, hanno infatti segnalato come oltre il 70% dei lavoratori abbia problemi di lombalgia.

Un disturbo posturale acuitosi notevolmente negli ultimi mesi.

Medici del lavoro ed esperti del settore sono soliti approntare spazi adeguati e consigliare pause periodiche durante le ore di lavoro che spesso, però, lavorando da casa, vengono dimenticate.

Il consiglio è di alzarsi dalla sedia almeno una volta ogni ora, compiendo qualche minimo movimento distensivo per sciogliere le tensioni. Le statistiche, però, dimostrano che in ben pochi l’hanno fatto.

Durante la quarantena, sia in Italia sia all’estero, sono moltissimi i lavoratori che hanno iniziato a manifestare problemi posturali proprio a causa dell’inattività prolungata e la postura scorretta.

Lavoro da casa e problemi posturali: una situazione destinata anche a peggiorare

Purtroppo, con il dilagare dell’epidemia, questa situazione “smart” potrebbe durare ancora a lungo. Molti genitori (in particolare con figli piccoli) hanno usufruito della possibilità di lavorare da casa (adesso estesa anche a tutta l’estate e oltre).

Anche le aziende, per il rientro a settembre, stanno pensando di mantenere per alcuni giorni un regime di lavoro agile per garantire il distanziamento fisico, soprattutto in quelle situazioni in cui sarebbe impossibile un rientro massiccio di tutti i lavoratori, per esempio, per il momento della mensa.

L’utilizzo scorretto del computer e il costante ricorso allo smartphone, oggi sempre più uno strumento di lavoro, causa quello che in inglese viene chiamato “tech neck”, che potremmo tradurre come “collo tech”.

Si tratta della tipica postura piegata in avanti col capo chinato che provoca dolore e giramenti di vista, oltre che una forte tensione ai muscoli delle spalle.

Se presenti sintomi di dolore dovuto a cattive posture in seguito ad un periodo prolungato di smart working, prenota subito un appuntamento presso il nostro Centro della Pelvi. Puoi scriverci sul form, su WhatsApp oppure richiedere un consulto attraverso Skype previa compilazione del form.

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