Il dolore pelvico cronico è una condizione spesso sottovalutata, ma che può insorgere in ogni fase della vita, indipendentemente dall’età anagrafica. La realtà clinica dimostra che il dolore pelvico cronico può manifestarsi in età giovanile, adulta e senile, con cause e sintomi differenti, anche se in alcune fasi della vita possono presentarsi con maggiore frequenza fattori scatenanti per alcuni disturbi collegati. Vediamoli più in dettaglio.
Dolore pelvico cronico: una sindrome senza età, ma che cambia con l’età
Il dolore pelvico cronico può insorgere in qualunque momento della vita, ma i fattori di rischio possono cambiare a seconda delle fascia d’età di riferimento:
- Adolescenza e prima fase dell’età adulta (20-30 anni): Durante questa fase, il dolore pelvico può essere associato a condizioni come l’endometriosi, il dolore mestruale severo (dismenorrea) o alterazioni posturali che influenzano la biomeccanica del bacino. Inoltre, lo stress e l’ansia possono contribuire a tensioni muscolari croniche a livello pelvico.
- Gravidanza e post partum: La gravidanza e il parto possono rappresentare eventi critici per il pavimento pelvico. La pressione esercitata dal feto, il peso dell’utero e il trauma del parto (specialmente in caso di lacerazioni o episiotomia) possono alterare la funzionalità pelvica, portando a dolori persistenti o a disfunzioni come coccigodinia, incontinenza urinaria o prolasso.
- Perimenopausa e menopausa: I cambiamenti ormonali legati alla menopausa determinano una riduzione del collagene e dell’elasticità dei tessuti pelvici, con un possibile aumento della fragilità muscolare e delle problematiche uroginecologiche. Se il pavimento pelvico è già compromesso, il rischio di dolore pelvico cronico può intensificarsi.
- Età avanzata : Il progressivo indebolimento muscolare, associato spesso a patologie come la sindrome del dolore miofasciale o problematiche neurologiche (come la neuropatia del pudendo), può contribuire all’insorgenza di dolore pelvico persistente. Come in ogni fascia di età, anche in quella più avanzata una corretta prevenzione e un approccio riabilitativo mirato possono ridurre notevolmente il rischio di sviluppare disturbi invalidanti.
Il fattore età nel dolore pelvico maschile
Negli uomini, il dolore pelvico cronico si presenta più frequentemente tra i 30 e i 50 anni, spesso diagnosticato come prostatite cronica o sindrome del dolore pelvico cronico. I sintomi possono includere:
- Dolore al perineo, al basso ventre, alla zona sovrapubica
- Disturbi urinari o della funzione sessuale
- Sensazione di peso o fastidio persistente
Lo stress, la sedentarietà e pregresse disfunzioni del pavimento pelvico non adeguatamente trattate, sono fattori molto rilevanti nell’insorgenza del disturbo. A questo si aggiunge un altro fattore di rischio: quello culturale. Al contrario delle donne, che sono abituate a controlli ginecologici regolari, gli uomini ricorrono all’aiuto del medico solo quando la situazione è già diventata cronica o acuta, rendendo il quadro clinico ancora più complesso. Un aspetto che è particolarmente spiccato negli uomini dai 50 anni in su, l’età critica anche per altri problemi correlati all’avanzare dell’età, come quelli legati alla prostata o al sistema cardiovascolare, con ricadute negative su tutto il corpo.
Età e ricerca scientifica: un dato fondamentale
Uno studio epidemiologico su larga scala pubblicato su JAMA ha evidenziato che la prevalenza dei disturbi pelvici sintomatici aumenta progressivamente con l’età, in particolare dopo la menopausa, dimostrando come i cambiamenti ormonali e strutturali del pavimento pelvico siano determinanti nella genesi del dolore cronico [Nygaard et al., 2008].
È dunque fondamentale evitare generalizzazioni e considerare l’età biologica, lo stile di vita e il quadro ormonale individuale per una diagnosi e un trattamento efficaci.
Nel caso specifico del dolore pelvico, è essenziale distinguere le diverse fasi della vita (adolescenza, età fertile, gravidanza, menopausa, senilità) ma lo è altrettanto correlare l’età ai cambiamenti fisiologici, ormonali e psicologici significativi. Una donna di 46 anni non in menopausa, ad esempio, ha un assetto ormonale completamente diverso rispetto ad una di 51 anni in menopausa sebbeno le divida solo 5 anni di età. Se a questo aggiungiamo la differenza in termini di abitudini di vita, dieta, peso, socialità, avremo di fronte due casi clinici completamente diversi che non avrebbe senso accumunare solo in base al genere, alla fascia d’età anagrafica e al fatto che lamentano gli stessi disturbi.
Questo influenza anche il funzionamento degli apparati pelvici, la percezione del dolore e l’efficacia di eventuali terapie. Ecco perché al Centro della Pelvi ci teniamo a ribadire sempre che ogni paziente è unico, che la sua storia è unica e merita di essere accolta nella sua unicità.
Confrontare valori clinici, sintomi o percorsi riabilitativi tra individui di età e condizioni ormonali diverse non ha valore scientifico e può portare a fraintendimenti, sia per i pazienti che per i professionisti. È quindi fondamentale adottare un approccio personalizzato che tenga conto dell’età biologica, dello stile di vita e della storia clinica di ognuno. Solo in questo modo è possibile offrire una valutazione accurata e un piano terapeutico efficace.
L’importanza della prevenzione a qualsiasi età
Se l’età non è la causa diretta del dolore pelvico cronico, è altrettanto vero che un’adeguata consapevolezza e prevenzione possono fare la differenza. Spesso, i sintomi iniziali vengono sottovalutati, con il rischio di cronicizzazione del disturbo. Per questo motivo, è fondamentale:
- Ascoltare il proprio corpo: Dolori ricorrenti, difficoltà urinarie o sessuali, tensioni muscolari persistenti non dovrebbero mai essere ignorati.
- Effettuare controlli periodici: Un check-up pelvico regolare, anche in assenza di sintomi evidenti, può aiutare a prevenire o trattare tempestivamente eventuali disfunzioni.
- Integrare esercizi di riabilitazione sotto supervisione medica: La fisioterapia è una risorsa fondamentale per mantenere la muscolatura in salute e prevenire disturbi dolorosi. Ma è fondamentale che gli esercizi vengano dati e supervisionati da un occhio medico esperto: no al fai da te! Potrebbe peggiorare le cose!
Non è mai troppo presto per prendersi cura della salute pelvica
La salute pelvica è un aspetto fondamentale del benessere generale, e non deve essere considerata un problema legato solo all’età o a determinate fasi della vita. Ogni persona, indipendentemente dall’età o dal sesso, dovrebbe essere consapevole dell’importanza della prevenzione e della cura del pavimento pelvico.
Se avverti sintomi o vuoi semplicemente verificare il tuo stato di salute pelvica, il nostro team di esperti è a disposizione per una valutazione personalizzata. Non aspettare che un fastidio diventi un problema cronico e complesso: prenditi cura del tuo benessere pelvico oggi stesso!
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