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Pubalgia

Pubalgia

Non solo sportivi, ma anche donne in gravidanza: la pubalgia è una sindrome dolorosa complessa.

La parola pubalgia significa dolore nella zona del pube, indica un sintomo e non una diagnosi.
La zona del corpo dove si prova fastidio, bruciore o dolore coinvolge l’inguine, l’interno della coscia, la sinfisi pubica: questa è un’area anatomica molto complessa, dove passano i nervi della sensibilità, si inseriscono i muscoli adduttori e gli addominali e si scaricano le tensioni posturali.
E’ frequente negli sportivi ma anche nelle donne in gravidanza.

Rientra nelle patologie da sovraccarico funzionale dove entrano in gioco come fattori predisponenti:

• le caratteristiche costituzionali come come l’eccessiva lordosi lombare
• la dismetria degli arti inferiori
• patologie dell’anca (coxartrosi)
• problemi posturali come la malocclusione o la disfunzione tempora-mandibolare che causano asimmetrie del bacino
• antiversione della pelvi che si accentua in gravidanza
• i micro-traumatismi ripetuti legati al tipo di sport, al tipo di terreno sul quale si svolge, tipo di scarpe utilizzate.

È una sindrome nota anche come “sport hernia” o tendinopatia inserzionale, sindrome retto-addominale, sindrome degli adduttori, sindrome sinfisaria, conflitto femore-acetabolare.

In ambito sportivo è diffusa sia a livello amatoriale, che professionistico: calciatori, sciatori, mezzofondisti, giocatori di rugby, di squash, danzatori, chi pratica atletica leggera e arti marziali, tutte attività fisiche e sportive che impegnano gli arti inferiori soprattutto nei cambi di direzione, negli affondi, nei calci, nei balzi.

Negli sportivi questi movimenti possono creare un elevato stress a livello della sinfisi pubica e tra i muscoli adduttori e gli addominale responsabile del'infiammazione (entesite-entesopatia) a carico dei tendini dei muscoli adduttori (breve, lungo, grande), del pettineo, degli addominali (retto e obliqui, trasverso), del piriforme.

Il fastidio, dolore o bruciore può essere percepito:

• nella zona del pube
• all’inguine
• all’interno della coscia e in profondità
• al pavimento pelvico e al perineo, con bruciore vulvare nella donna o testicolare/scrotale nell’uomo.

Si può associare a:

• tenesmo vescicale, cioè sensazione di dover andare spesso ad urinare anche se la vescica è vuota o di non aver svuotato completamente la vescicale
• cistite
• prostatite
• dolore anale o rettale dopo aver evacuato
• sensazione di peso rettale
• prolasso
• difficoltà o dolore nei rapporti sessuali
• dispareunia
• dolore e difficoltà nello stare seduti a lungo
• nevralgia del pudendo
• dolore pelvico cronico

I sintomi sono innescati da movimenti e contrazioni che mettono in gioco i muscoli adduttori della coscia, e la stabilità del bacino. Variano per intensità e durata:

• Nella fase iniziale possono essere presenti solo al risveglio al mattino con un fastidio alzandosi dal letto, all’inizio del riscaldamento o della corsa, per poi risolversi spontaneamente.
• Nelle fasi avanzate i sintomi peggiorano durante l’attività fisica: il bruciore diventa continuo, sordo, gravativo, con fitte lancinanti che impediscono la pratica sportiva. Solo il riposo lo attenua.

Continuare l’allenamento rischia di peggiorare la situazione: il dolore diventa persistente, invalidante, fino a disturbare la normale camminata.

L’assenza di una diagnosi precisa, cioè della comprensione delle cause della pubalgia, è nella maggior parte dei casi, responsabile della cronicizzazione del problema.

Si riconoscono diversi tipi di pubalgia, tra le più frequenti:

• La sindrome retto-adduttoria, la più comune: è una infiammazione della giunzione tra i tendini dei muscoli adduttori e dei retti addominali e l’osso pubico. Colpisce prevalentemente gli sportivi i maschi.
• Il conflitto femore-acetabolare: è un anomalo contatto dell’articolazione dell’anca che può portare fino alla coxartrosi. Spesso a rischio chi pratica la danza e le arti marziali dove l’articolazione arriva a gradi estremi di movimento.
• La sindrome sinfisaria: è il parziale cedimento della sinfisi pubica, l’articolazione al centro del bacino, fatta di fibra-cartilagine, per cause posturali di sovraccarico posturale. Questa articolazione funziona da “ammortizzatore” delle tensioni posturali sulla pelvi. Durante la gravidanza per esempio, sotto l’influenza ormonale e lo stress legato al cambiamento posturale della pelvi, la donna può sentire dolore, sia camminando, nei cambi di direzione, sia a letto distesa. In genere si risolve dopo il parto, la persistenza del dolore non va sottovalutata.

La pubalgia è quindi un sintomo doloroso, spia di un problema che deve essere indagato in modo approfondito per poter indirizzare la terapia verso la rivoluzione definitiva del problema.

Lo studio della storia clinica del paziente, la valutazione biomeccanica e posturale, l’obiettività neurologica, le indagini muscolari e nervosa dell’area coinvolta, l’analisi attraverso l'imaging con radiografie, ecografie o risonanze magnetiche dell’area sofferente e della pelvi, costituiscono gli strumenti diagnostici necessari per svelare le cause.

Comprendere per curare è il pilastro fondamentale del Metodo Malaguti Lamarche, che si fonda sull’esperienza maturata sia in campo scientifico che clinico attraverso la presa in carico e la risoluzione di casi complessi come quelli degli sportivi agonisti ad alto livello e i ballerini, dove non basta la risoluzione del dolore, ma è necessaria la ripresa dell’attività professionale. La terapia personalizzata si basa sull’individuazione, la cura e la prevenzione dei fattori causali e la messa in atto di attività specifiche per il recupero funzionale motorio che ripristini l’equilibrio biomeccanico e fisico del corpo, per sconfiggere e prevenire definitivamente la pubalgia.

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