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Colon Irritabile

Colon Irritabile

Quando il “secondo cervello” va in tilt.

Sindrome dell’intestino irritabile - Colon irritabile 
Quando il “secondo cervello” va in tilt.

La Sindrome dell’intestino irritabile o del colon irritabile, chiamata anche colon spastico, colite spastica, colite nervosa o IBS (irritabile Bowel syndrome) è una sindrome che fa parte dei disturbi funzionali gastrointestinali. E' caratterizzato da dolore addominale ricorrente e alterazione dell’alvo diarrea, stipsi (stitichezza) o entrambi.
Crea porta un forte disagio personale e relazionale, con importanti ricadute sulla qualità della vita. 
E’ una condizione molto comune che colpisce l’intestino senza una causa organica evidente. Diffusa in tutto il mondo è al secondo posto dopo il raffreddore: nel mondo ne soffre circa 11% della popolazione con un rapporto donna: uomo pari a 3:1 in un periodo di età tra i 20 e i 50 anni.

I criteri diagnostici internazionali (di Roma IV) stabiliscono che il dolore o fastidio addominale (insorto almeno 6 mesi prima) è:

• presente per almeno 3 giorni al mese, negli ultimi 3 mesi
• collegato alla defecazione, 
• associato al cambiamento della frequenza della evacuazione 
• associato al cambiamento di forma delle feci.

La sindrome dell’intestino irritabile può causare questi sintomi:

• crampi addominali
• gonfiore o distensione addominale
• flatulenza
• dolore associato alla defecazione
• stipsi, diarrea o alternanza tra stitichezza e diarrea (alvo alterno)
• presenza di muco nelle feci
• stanchezza e debolezza
• dolore pelvico 
• disfunzione del pavimento pelvico

L’andamento è fluttuante, con momenti di riacutizzazione soprattutto in periodi di stress fisico (malattie, infezioni batteriche o virali, interventi chirurgici) e psichico (separazioni, perdita di lavoro, lutti).

In una percentuale elevata di casi si associa ad altre condizioni:

• emicrania, cefalea
• fibromialgia
• lombalgia
• dolore pelvico cronico
• cistite
• disfunzione sessuale
• dispareunia
• reflusso gastro intestinale
• insonnia
• fatica cronica
• sintomi depressivi e ansiosi
• post traumatic stress disorder 
• sindrome delle gambe senza riposo
• dolore all’articolazione temporo-mandibolare

Le ricerche scientifiche hanno ha dimostrato la presenza nel tratto gastrointestinale di un “secondo cervello”: l’asse intestino-cervello è un sistema di comunicazione bi-direzionale per cui un evento che avviene nell'intestino influenza il cervello e viceversa, attraverso processi nervosi, immunitari e ormonali. 

Sono stati quindi identificati numerose condizioni fisiche, psicologiche e sociali che stanno alla base della sindrome del colon irritabile:

• alterazione della motilità del tratto digestivo
• alterazione della sensibilità viscerale e della percezione del dolore
• attivazione del sistema immunitario
• sindrome dell’intestino permeabile
• disbiosi intestinale (cambiamento del microbiota intestinale)
• predisposizioni costituzionale e genetica
• infezioni
• intolleranze o allergie alimentari
• utilizzo protratto di antibiotici e antinfiammatori
• stress 
• disturbi psichici

Per questo motivo si parla di dimensione bio-psico-sociale dei disturbi funzionali gastrointestinali come il bruciore di stomaco, la dispepsia funzionale, la disfagia, l’aerofagia, la sindrome del colon irritabile, la stipsi, l’incontinenza anale, la dissinergia del pavimento pelvico, il dolore pelvico cronico.

La diagnosi si basa sulla:

• classificazione dei sintomi, 
• esclusione di malattie organiche specifiche che interessano l’intestino per le quali
esistono indagini approfondite (dagli esami del sangue, alla colonscopia),
• identificazione delle cause e delle condizioni bio-psico-socaili alla base dei sintomi.

Il Metodo Malaguti Lamarche per la sindrome dell’intestino irritabile e i disordini funzionali gastrointestinali si caratterizza per la presa in carico a 360° della persona, attraverso la diagnosi approfondita, l’identificazione dei fattori di rischio e la realizzazione  di  interventi coordinati e personalizzati.
L’approccio transdisciplinare consente l’attuazione di piani terapeutici in ambito dietetico e nutrizionale, neurologico e posturale, definendo l’attività fisica appropriata, incrementando le capacità di rilassamento, potenziando le capacità motivazionali, di rilassamento di equilibrio psico-corporeo.
L’obiettivo terapeutico è quello di trattare le cause alla radice del problema per migliorare i sintomi, ottimizzare lo stile di vita e restituire una piena qualità di vita.

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